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Augure
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Lmwgg'mwgwàugurecite-ref-1[1] (dal mwialatino mwiqaugur, all'mwigaccusativo mwiwaugurem) era un sacerdote dell'antica Roma che aveva il compito di interpretare la volontà degli dèi osservando il mwjavolo degli uccelli, a partire dalla loro tipologia, dalla direzione del loro volo, dal fatto che volassero da soli o in gruppo e dal tipo di versi che emettevano.

Questa figura era già nota alla cultura mwjgetrusca, come dimostra la mwjwTomba degli Àuguri a mwkaTarquinia.

L'àugure aveva un bastone ricurvo a forma di punto interrogativo: il mwkglituo. La loro carica era a vita ed erano molto venerati, al punto che per chi li offendeva era prevista la pena di morte.

Contents

Storia
Note

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Storia

Secondo una leggenda questo ordine sacerdotale sarebbe stato creato da mwmaRomolo, che avrebbe scelto i primi tre sacerdoti, nominandone uno per ogni mwmqtribù di Roma.cite-ref-2[2]

Secondo il mito della mwnwfondazione di Roma agli auguri fu affidato il compito di interpretare i segni derivanti dall'osservazione degli uccelli da parte di Romolo, che li osservava dal mwoaPalatino, e di Remo, che li osservava dall'mwoqAventino.cite-ref-3[3]

Il collegio degli Auguri, assieme ai restanti collegi sacerdotali, finì con l'essere abolito dall'imperatore mwpwTeodosio I alla fine del mwqaIV secolo.cite-ref-4[4]

Composizione

Nel periodo arcaico c'erano due tipi di auguri: gli mwrwauguria privata, sulla cui base si prendevano alcune decisioni all'interno della famiglia, e gli mwsaauguria publicacite-ref-5[5] per l'ambito pubblico. Di quest'ultimo tipo esistevano più auguri, che costituivano un mwtqcollegium.

mwtwTito Livio racconta come fosse noto a tutti che fossero nominati auguri appartenenti alle tre antiche tribù dei Ramnes, Titienses, Luceres, in modo che ognuna ne avesse lo stesso numero delle altre, e che comunque questi fossero in numero disparicite-ref-6[6].

Dalla nascita della mwvqRepubblica (mwvg509 a.C.) e fino alla fine del mwvwIV secolo a.C. solo i mwwapatrizi poterono far parte di questo collegio, mentre dal mwwq300 a.C., dopo un'aspra lotta politica che vide contrapposti i plebei, guidati da mwwgPublio Decio Mure, ai patrizi, guidati da mwwwAppio Claudio Cieco, vi ebbero accesso anche i plebeicite-ref-7[7].

Funzioni

L'arte degli auguri era chiamata mwygaugùrio o mwywauspìcio. Il compito degli auguri era quello di trarre mwzamwzqauspicia dall'osservazione del mwzgvolo, del comportamento e del verso degli mwzwuccelli per capire se gli mwaadèi approvavano o no l'agire umano sia nell'ambito pubblico che in quello privato, sia in mwaqpace che in mwagguerra (mwawauspicia deriva da mwbaaves specere, cioè "osservare gli uccelli"). L'augure non doveva predire quale fosse la cosa migliore da fare, ma solo se un qualcosa su cui si era già deciso incontrasse o meno l'approvazione divina.cite-ref-8[8]

Lo stesso mwcgLivio però, raccontando della mwcwdevotio del giovane cavaliere mwdaMarco Curzio, riporta che furono proprio gli Auguri ad indicare il modo per colmare l'immensa voragine che si era aperta al mwdqForo romano,cite-ref-9[9] agendo almeno in quell'occasione come interpreti delle cose divine.

Agli auguri era affidato anche il compito di celebrare l'mwewInauguratio, la mwfacerimonia con la quale si invocava la protezione degli dei sul nuovo mwfqre.cite-ref-10[10]

Un episodio curioso viene raccontato dallo storico romano mwgwFloro secondo il quale il re mwhaTarquinio Prisco:

«[...] per avere prova [dall'augure Attio Nevio] se era possibile ciò che egli stesso aveva in mente. [L'augure] dopo aver esaminato la cosa in base ai presagi, rispose che lo era. «Eppure proprio ciò io avevo pensato se potevo tagliare quella roccia con il rasoio». L'augure Nevio replicò: «Tu lo puoi allora». E il re la tagliò. Da quel momento la funzione dell'augure divenne sacra per i Romani.»

(Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 5.3-5.)

I segni (mwhwsigna) inviati dagli dei erano di varia natura e la scienza augurale, dapprima avente per oggetto l'osservazione degli uccelli, poi si dedicò anche all'interpretazione di altri mwiasigna. Essi erano:

• mwiwsigna ex caelo o mwjacaelestia auguria: segni mandati dal cielo, come le saette (mwjqfulmina), i lampi (mwjgfulgura), i tuoni (mwjwtonitrua);
• mwkqsigna ex quadrupedibus o mwkgpedestria auspicia: auspici ricavati dal movimento di quadrupedi e mwkwrettili;
• mwlqsigna ex tripudiis o mwlgauguria pullaria: in guerra, dato che erano necessari segni di rapida consultazione, ci si serviva dei polli sacri. Se mangiavano, l'auspicio era favorevole, se poi mangiavano molto avidamente facendo ricadere saltellando a terra particelle di cibo (mwlwtripudium solistimum, tripudio perfetto), allora l'augurio era molto favorevole. mwmaPullarius era detto l'àugure che osservava i polli per trarne gli auspici.cite-ref-11[11]

C'era poi un quinto tipo di presagi, quello che si traeva mwngex diris, cioè da avvenimenti crudeli o funesti.cite-ref-12[12]

Caratteri

mwpqTito Livio riferisce che era ben noto a tutti che a Roma nessuna decisione in guerra e in pace veniva presa senza avere prima consultato gli àuguri.cite-ref-13[13]

L'importanza di questa carica religiosa si dimostra anche con la circostanza che agli Auguri fu concesso di indossare la mwqwtrabea, la toga (o mwramantello) con più strisce di mwrqporpora, che precedentemente poteva essere indossata solo dai re.cite-ref-floroi-5-6-14-0[14]

Gli atti degli Auguri (gli auspici), come anche quelli dei mwswPontefici e dei mwtaFeziali, assumevano caratteri di tipo religioso e giudiziario, come anche osservato da Cicerone:

(latino)

«Maximum autem et praestantissimum in re publica ius est augurum cum auctoritate coniunctum»

(italiano)

«Grandissimi ed importantissimi sono infatti nello Stato i diritti e l'autorità degli àuguri.»

(Cicerone. De Legibus, II-12-31)

Il potere di annullare una decisione già presa, o anche solo di rimandare il giorno in cui prenderla, il potere di interrompere una assemblea, come l'auspicio nefasto rispetto l'assunzione di una mwtwmagistratura che poteva comportare che l'eletto dovesse rinunciare alla carica pubblica, fa assumere agli auspici tratti dagli Auguri caratteristiche di tipo giudiziario.cite-ref-15[15]

Auspicia

Gli mwvgauspicia (mwvwauspicium al singolare) erano mwwadivinazioni tratte dall'osservazione di fenomeni considerati divini. Nati come divinazioni tratte dall'augure dall'osservazione del mwwqvolo degli uccelli, nel tempo sono state tratte da altri tipi di osservazioni. Oggi esistono ancora leggende al riguardo, come il caso dei "mwwggiorni della merla": anche i "mwwwcorvi della Torre di Londra", sono un retaggio delle tradizioni passate.

Auguri nella storia e nella letteratura

• mwxwAscanio, figlio di mwyaEnea, trasse auspici favorevoli, nella forma di un lampo che scorreva da sinistra a destra, prima di scendere in battaglia contro mwyqMezenzio, secondo quanto riferito da mwygDionigi d'Alicarnasso cite-ref-16[16]
• Nellmw0a'mw0qEneide sono presenti due figure di auguri italici, che non sono però in grado di prevedere la propria fine violenta. Il primo, mw0gRamnete, un re-augure alleato di mw0wTurno, viene colpito nel sonno dalla spada di mw1aNiso, insieme a tre suoi servi. La tribù dei Ramnes trarrebbe nome da lui. cite-ref-17[17] L'altro, mw2qTolumnio, muore in battaglia dopo aver violato una tregua.
• La versione più accreditata della mw2wFondazione di Roma si basa sugli auspici tratti da Romolo e Remo dal volo degli uccelli per decidere chi tra loro sarebbe stato il primo re di Roma.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]cite-ref-20[20] . Romolo accettò la nomina solo dopo aver preso gli mw6aauspici favorevoli del volere degli dei, che si manifestò con un lampo che balenò da sinistra verso destra.cite-ref-21[21]
• mw7gMarco Valerio Corvo ebbe un segno da un corvo che si appollaiò sulla galea contro il nemico, un mw7wgallo di proporzioni gigantesche: quando egli iniziò il combattimento, il corvo si levò sulle sue ali e si gettò con il rostro e gli artigli contro gli occhi del nemico, che fu poi ucciso dal romano.cite-ref-22[22]

Note

cite-note-11. mw-gmw-wLuciano Canepàri, mw-amw-qIl DiPI. Dizionario di pronuncia italiana., Zanichelli.
cite-note-22. Tina Squadrilli,mwaqeVicende e monumenti di Roma, Staderini Editore,1961, Roma, pag.25
cite-note-33. mwaquTito Livio, mwaqyAb Urbe condita libri, I,7
cite-note-44. mwaqoAnonimo Francese, mwaqsmwaqwCompendio delle antichità romane, ossia, Leggi, costumi, usanze, e cerimonie dei romanimwaq0 : compilato per l'istruzione della gioventùmwaq4 : traduzione dal francese, Novara, Miglio, 1817. mwaq8URL consultato il 9 settembre 2018.
cite-note-55. Riccardo Orestano, mwarmI fatti di normazione nell'esperienza romana arcaica, p. 126
cite-note-66. mwarcTito Livio, mwargAb Urbe condita libri, mwarkX, 6.
cite-note-77. mwar0Tito Livio, mwar4Ab Urbe condita libri, mwar8X, 6-9.
cite-note-88. mwasmLivio, I, 35,3
cite-note-99. mwascmwasgAb Urbe condita libri, VII, 6
cite-note-1010. Smith, W.; Wayte, W.; Marindin, G. E., eds. (1890–91). «Inauguratio». Dictionary of Greek and Roman Antiquities (3.ª ed. rev.). Londra: John Murray.
cite-note-1111. Luigi Castiglioni, Scevola Mariotti, mwas8Vocabolario della lingua latina, pag. 2256-2257, ed. Loescher, 2007.
cite-note-1212. Sesto Pompeo Festo, mwatmDe verborum significatione. Pars. I, p. 351. Budapest, 1889.
cite-note-1313. mwatcTito Livio, mwatgAb Urbe condita libri, mwatkVI, 41.
cite-note-floroi-5-6-1414. mwat0Floro, mwat4Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 5.6.
cite-note-1515. mwauiCicerone. mwaumDe Legibus, II-12-31]
cite-note-1616. mwaucDionigi di Alicarnasso, mwaugAntichità romane, II, 5, 5.
cite-note-1717. Virgilio, mwauwEneide, libro IX.
cite-note-1818. mwavaPlutarco, mwaveVita di Romolo, 9, 5; 10, 1-3.
cite-note-1919. mwavuEnnio, mwavyAnnales, Liber I, mwavcfram. 82-100.
cite-note-2020. mwavsTito Livio,Liber I, 7
cite-note-2121. mwav8Dionigi di Alicarnasso, mwawaAntichità romane, II, 5, 1-2.
cite-note-2222. mwawqmwawuLivio, Ab Urbe condita libri, VII, 26.

Bibliografia

• mwawk(DE) Werner Eisenhut, mwawoAugures In: mwawsDer kleine Pauly, Bd. 1, 1964, Sp. 734.
• mwaw0(DE) Walde-Hoffmann, mwaw4Lateinisches etymologisches Wörterbuch, Heidelberg, 1982.
• mwaxa(EN) Mary Beard, John North & Simon Price, mwaxeReligions of Rome: A History, Cambridge University Press, 1998.
• mwaxm(EN) Simon Hornblower & Anthony Spawforth, mwaxqThe Oxford Classical Dictionary (terza edizione) mwaxuOxford OUP, 1996, s.v. mwaxyaugures.
• R. Orestano, mwaxgI fatti di normazione nell'esperienza romana arcaica, Ed. Giappichelli, Torino, 1967.
• Vittorio Spinazzola, mwaxoGli Augures, I ed. 1895, Victrix Edizioni, Forlì, 2011.
• Catalano, СопtriЬuti allo studio del diritto augurale (Тогiпо, l960);

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itaugure, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAttilio Degrassi, AUGURI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-di-storiaaugure, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• mwaza(EN) mwazemwaziAugurium dallo mwazmSmith's Dictionary of Greek and Roman Antiquities